Estate 2026 sulla Costa Azzurra: prenotazioni dell'ultimo minuto
La Costa Azzurra a metà estate 2026 non è vuota, ma i turisti si comportano diversamente: prenotano all’ultimo minuto, restano meno giorni e spendono con più cautela. Il bilancio di metà stagione lo ha tracciato Alexandra Borchio-Fontimp, presidente di Côte d’Azur France Tourisme, in un’intervista a Nice-Matin del 2 agosto 2026.
📊 Stabile, ma timido
La stagione, dice Borchio-Fontimp, è «piuttosto stabile, ma timida»: non ci sono record. Le ragioni sono diverse — la situazione internazionale, il potere d’acquisto, l’aumento del prezzo del carburante e il caldo, che non dà tregua al dipartimento per la seconda settimana. La cautela si manifesta in tre spostamenti contemporanei: si prenota sempre più tardi, si resta sempre meno, si spende sempre in modo più contenuto.
🍽 Ristoranti e la campagna «On se fait un resto»
Il settore della ristorazione ha risentito più degli altri. Côte d’Azur France Tourisme insieme alla Camera di commercio di Nizza ha lanciato la campagna «On se fait un resto» — «Andiamo al ristorante». È rivolta non solo ai turisti, ma anche agli stessi abitanti del dipartimento: l’obiettivo è sostenere la ristorazione tradizionale e il patrimonio culinario della regione. Come i vacanzieri realmente pianificano il budget per i ristoranti l’abbiamo mostrato in un articolo separato: il pranzo si trasforma in un panino per conservare i soldi per la sera.
✈️ Traffico aereo: crescita senza cifre
Le tendenze sono in crescita. A luglio il traffico è aumentato leggermente, per agosto le prenotazioni sono anch’esse in piccolo aumento. La regione a questo stadio non fornisce percentuali precise — solo la direzione del movimento.
🌍 Chi viene: sessanta a quaranta
La composizione del flusso straniero sta cambiando. I mercati più dinamici sono l’Europa centrale e orientale, il Sud America, l’India, il Nord America e l’Oceania. In calo si sono collocati Paesi Bassi, Austria e Germania, e finora la regione non ha spiegazioni a riguardo. Il rapporto complessivo resta stabile: 60% stranieri e 40% francesi.
🏨 Hotel: luglio stabile, agosto incerto
A luglio le prenotazioni si mantengono ai livelli dello scorso anno. Per agosto al momento c’è un ritardo — ma la decisione di partire viene presa sempre più tardi, quindi è presto per tirare conclusioni definitive. Un capitolo a parte sono gli incendi nel sud-ovest della Francia: Borchio-Fontimp ammette che una parte dei clienti potrebbe essere reindirizzata verso la Costa Azzurra, precisando che si tratta di uno scenario molto ipotetico. La logica è semplice: una destinazione che subisce cancellazioni tende sempre a riversare parte dei viaggiatori sui vicini del Mediterraneo.
🏡 Affitti privati: il tasso di occupazione ingannevole
Il mercato degli affitti tra privati sembra più solido rispetto a quello alberghiero. Il numero di pernottamenti a luglio è aumentato, ad agosto l’occupazione dovrebbe restare elevata. Qui è importante una precisazione che si tende a dimenticare: l’offerta di alloggi aumenta ogni anno, quindi una percentuale di occupazione stabile in realtà significa che le prenotazioni sono aumentate.
🍂 Settembre come stagione a sé
Le prenotazioni per settembre Borchio-Fontimp le definisce ottime. Non è un effetto temporaneo: settembre resta un mese forte ormai da diversi anni, e anche l’attuale contesto di prudenza non ha rovinato le previsioni.
🗣 Il punto di vista degli albergatori: «luglio è stato fiacco»
La stessa situazione, ma in termini più duri, è descritta da Éric Abihssira, presidente dell’associazione di settore UMIH Nice Azur et Haut-Pays. In onda su ici.fr il 29 luglio ha detto che giugno è stato eccezionale, mentre luglio «è stato fiacco», e sono state proprio le prenotazioni tardive a tirarlo su. Per agosto gli albergatori hanno un ritardo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma per settembre le prenotazioni stanno di nuovo aumentando. Tra le ragioni citate da Abihssira ci sono le onde di caldo ricorrenti e le notizie dal Medio Oriente, che avevano fatto temere un aumento del prezzo del carburante.
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Foto: Balázs Gábor / Pexels