«Renaturer la Ville»: come Monaco restituisce la natura alla città

Vista aerea della densa skyline di Monaco, edifici quasi senza spazi tra loro

Il 14 luglio 2026 il Governo di Monaco ha presentato «Renaturer la Ville» («Renaturalizzare la città») — una visione strategica di come uno degli stati più densamente edificati del mondo intende riportare nei suoi quartieri la natura, l’ombra e la biodiversità. Il piano è stato elaborato insieme allo studio di paesaggio Grant Associates e raggruppa cinque progetti concreti di trasformazione — dall’Avenue Princesse Grace fino ai fondali marini presso il Museo Oceanografico (gouv.mc).

Risposta alla densità edilizia e al caldo

Monaco è un territorio di poco più di due chilometri quadrati, dove quasi non è rimasto spazio libero. Il ministro dello Stato Christophe Mirmann ha spiegato che una pianificazione responsabile «richiede di tenere conto di sfide come le isole di calore urbane», mantenendo al contempo l’attrattività del Principato e gli standard di qualità della vita. La ministra responsabile dell’attrezzamento del territorio Céline Caron-Dadjoni ha aggiunto che il nuovo approccio viene applicato «fin dall’inizio di ogni progetto» — la natura viene integrata negli spazi pubblici tradizionalmente minerali senza compromettere le loro funzioni.

Il tema non è astratto: secondo le previsioni degli climatologi, la Costa Azzurra nei prossimi decenni dovrà affrontare estati sensibilmente più calde (analisi dettagliata — nell’articolo sul clima della regione al 2050), e la densa edificazione urbana di Monaco amplifica l’effetto isola di calore più dei villaggi costieri aperti.

Cinque punti di trasformazione

La documentazione di «Renaturer la Ville» descrive cinque siti pilota su cui i principi del piano sono già stati sviluppati nei dettagli:

  • Avenue Princesse Grace — marciapiedi ampliati, piste ciclabili dedicate, nuove pareti verdi e piantumazioni, stazioni di ricarica per taxi e autobus elettrici; il parcheggio per i veicoli a due ruote è previsto essere trasferito nel parcheggio sotterraneo Testimonio.
  • Giardino Chemin des Sculptures a Fontvieille — più alberi ad alto fusto per creare ombra, nuovi percorsi pedonali, aree di svago e incontro: l’obiettivo è «un luogo per passeggiare e per il riposo cittadino, dove la natura lavora sia per la qualità della vita sia per l’adattamento della città ai cambiamenti climatici».
  • Boulevard de Belgique — Jardin Exotique — Place des Bougainvillées — trasformazione del percorso in un corridoio pedonale verde che collegherà i quartieri vicini con percorsi ombreggiati e spazi di sosta.
  • Jardins d’Ostende — a terrazze lungo l’omonima avenue, con vista sul porto e Monaco-Ville, un mix di piante esotiche, tropicali e mediterranee, rifugi per la fauna locale e opere d’arte contemporanea lungo il percorso.
  • Le Toulonnais — tratto marino ai piedi del Museo Oceanografico, dove si prevede di ripristinare le condizioni per le specie del Mediterraneo e creare nuovi habitat sottomarini, rafforzando la connettività ecologica tra terra e mare.

La natura in città — non solo estetica

Alcuni progetti lavorano direttamente per la biodiversità, non solo per la vista dalla finestra: gli habitat sottomarini a Le Toulonnais e i corridoi verdi del Jardin Exotique sono pensati come luoghi per animali e piante, non solo per le persone. Un principio simile è già applicato in altri angoli del Principato — per esempio nel parco della Principessa Antoinette, dove Monaco sta sviluppando un intero programma per prendersi cura della fauna urbana.

Per ora è una visione, non un cantiere

Gli autori del piano sottolineano: le illustrazioni e gli esempi presentati «servono a illustrare i principi dell’iniziativa» e «non rappresentano progetti finiti o soluzioni di pianificazione». In altre parole, le soluzioni architettoniche specifiche per ciascun sito devono ancora essere perfezionate — sul sito del governo sono pubblicati al momento solo i documenti strategici, la carta paesaggistica e i materiali di quattro fasi di studio, non i disegni esecutivi.

Tuttavia il fatto stesso che il Principato abbia formalizzato un approccio unico per cinque siti — dall’avenue vicino al casinò fino ai fondali marini — dà un esempio raro per un territorio così piccolo e denso: qui la piantumazione è pensata non in modo puntuale, ma come sistema urbano connesso.

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Foto: Jakub Zerdzicki / Pexels