Monoprix a Grasse: una mostra prima del trasloco
Fino alla fine di ottobre a Monoprix a Grasse è aperta la mostra «Martelly / Monoprix: storia comune» — cento metri quadrati di fotografie, documenti d’archivio e oggetti sul negozio che da più di sessant’anni anima il centro città e che in autunno si trasferirà in una nuova sede.
Cento metri quadrati di memoria
La mostra è stata inaugurata con un vernissage il 31 luglio in Place Martelly, e rimarrà aperta fino alla fine di ottobre direttamente al piano terra del negozio. In 100 m² sono raccolte fotografie, documenti dell’archivio cittadino, oggetti di epoche diverse e ricordi registrati — il racconto di oltre sei decenni di vita commerciale, sociale e architettonica nel cuore di Grasse. In autunno Monoprix si trasferirà — non lontano, a soli cinquanta metri, nel rinnovato quartiere Martelly, scrive Nice-Matin.
Tre date del negozio
La mostra è costruita attorno a tre svolte nella storia del Monoprix di Grasse:
- 1959 — l’apertura nell’edificio dell’ex tipografia Imbert, dove oggi ha sede il teatro cittadino.
- 1971 — il trasferimento nel sito dei Cordeliers e l’architettura audace di Michel Ouchakoff.
- 1998 — il progetto mai realizzato del centro commerciale Jasmin, che già allora anticipava la trasformazione del quartiere Martelly.
«Conoscevamo le loro abitudini, le taglie e i gusti»
Metà della mostra sono le voci di chi ci ha lavorato e di chi comprava. Blanche Allary è venuta al vernissage come ex dipendente: negli anni ’70 era responsabile del reparto biancheria. «Era un mondo completamente speciale. Le clienti venivano per un consiglio, per attenzione. Conoscevamo le loro abitudini, le taglie e i gusti. Il negozio era un luogo caldo, quasi familiare», ricorda in una conversazione con Nice-Matin.
Myriam Compiani ricorda Monoprix ancora nella sua precedente sede — dove ora c’è il teatro di Grasse: «Ricordo la scala mobile, era una magia. Ci salivamo e scendevamo come su una giostra. Per me Monoprix era modernità, luce, colore. Un piccolo mondo dentro la città».
Street art e memoria collettiva
Una nota contemporanea è stata aggiunta all’esposizione dall’artista di strada Nasty — la sua opera collega il patrimonio del negozio con l’arte di oggi. Il sindaco di Grasse Jérôme Viaud vede nella mostra un gesto proiettato verso il futuro: «Mostriamo che il futuro di Grasse si può costruire ripristinando il patrimonio e adattando il centro città alle sfide climatiche, — e al contempo celebrando la nostra memoria comune».
Grasse quest’estate è particolarmente sotto i riflettori: una settimana prima qui si è celebrato il matrimonio di Thylane Blondeau, e su ciò che animano i mestieri locali e gli aromi abbiamo raccontato nel pezzo «Maestri della Costa Azzurra».
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Foto: Atlantic Ambience / Pexels