Il tribunale ha sospeso il divieto del burkini a Mandelieu-La Napoule
Il 6 agosto il tribunale amministrativo di Nizza ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Mandelieu-La Napoule che vietava il burkini sulle spiagge. Il tribunale ha ritenuto che il divieto violi le libertà fondamentali dei cittadini.
Divieto del burkini
Il tribunale amministrativo di Nizza ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Mandelieu-La Napoule che vietava l’accesso alle spiagge alle persone che indossano abiti che indicano chiaramente l’appartenenza religiosa, incluso il burkini. L’ordinanza era in vigore dal 1° luglio al 31 agosto. La decisione è stata presa in risposta all’appello della Lega dei Diritti dell’Uomo (LDH).
Decisione del tribunale
Il tribunale ha stabilito che il comune non ha fornito prove sufficienti che il burkini costituisca una minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza sulle spiagge. Nel provvedimento si sottolinea che il divieto viola tre libertà fondamentali: la libertà di movimento, la libertà di coscienza e la libertà personale. Al comune è stato ordinato di rimuovere immediatamente tutti i cartelli dalle spiagge e di versare alla Lega dei Diritti dell’Uomo 1.500 euro.
Posizione del sindaco
Il sindaco di Mandelieu Sébastien Leroy ha dichiarato che la città «prende atto della decisione del tribunale amministrativo di Nizza» e ha evidenziato il divario tra il diritto vigente e la realtà sul territorio, con cui si confrontano gli eletti. Il sindaco ha rimproverato il giudice per aver semplicemente constatato l’assenza di incidenti recenti: «la morale è questa: aspettiamo una nuova tragedia o un annegamento in mare per reintrodurre questa misura precauzionale».
Contesto storico
Mandelieu-La Napoule è stato il primo comune francese a vietare il burkini sulle spiagge già nel 2012, e da allora il municipio adotta lo stesso provvedimento ogni estate. Nel 2023 il Consiglio di Stato aveva già sospeso un divieto analogo — anche allora i giudici non avevano trovato prove di una minaccia reale all’ordine.
Controversie simili sull’accesso alle spiagge sorgono regolarmente anche in altri comuni della regione: per esempio, la spiaggia Monsieur Pablo a Golfe-Juan è stata chiusa per debiti di 126.000 euro, e per problemi più sistemici — nel pezzo «La battaglia per la spiaggia: come le lungaggini amministrative distruggono il business sulla Costa Azzurra».
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Foto: Jan van der Wolf / Pexels