Aste per le bandiere nelle scuole di Nizza: i genitori hanno accolto con moderazione
1° settembre 2026, il giorno dell’inizio dell’anno scolastico, nelle scuole di Nizza sono comparse aste con la bandiera francese. L’iniziativa del sindaco Éric Ciotti, che ha proposto di eseguire la Marsigliese ogni settimana, ha suscitato una reazione moderata da parte dei genitori.
Aste per le bandiere nei cortili delle scuole
A Nizza, per l’inizio dell’anno scolastico 2026 sono stati installati pali con la bandiera francese nei cortili di 89 scuole primarie. Il sindaco della città, Éric Ciotti, ha proposto di tenere una cerimonia settimanale di innalzamento della bandiera con l’esecuzione della Marsigliese, per, a suo dire, «trasmettere ai bambini l’amore per la Francia, la sua storia e i suoi simboli». Per ora l’iniziativa si limita all’installazione dei pali, ma il municipio dichiara l’intenzione di siglare un accordo con il Ministero dell’Istruzione per la realizzazione delle cerimonie.
Reazione dei genitori: dall’indifferenza alla critica
La maggior parte dei genitori, intervistati il giorno della riapertura delle scuole, ha accolto l’iniziativa senza particolare entusiasmo, ma neanche con un netto rifiuto. Tristan, padre di un bambino di sette anni, non vede il problema: «Mio figlio già canta la Marsigliese alle partite di calcio, ora la canterà a scuola. Non capisco perché questo debba imbarazzare qualcuno». Un’altra madre ritiene che «sarebbe più ragionevole pubblicare un libro sul significato della bandiera e sulla storia dell’inno, invece di installare le aste per le bandiere».
Tuttavia si sentono anche osservazioni più critiche. Samia, madre di una bambina che frequenta il CM1, dice: «Non sono contraria, ma non era una priorità. La priorità è che i bambini non abbiano freddo d’inverno e non soffrano il caldo d’estate». Tarik, padre di tre figli, sottolinea: «I miei figli sanno cosa significa amare la Francia, non hanno bisogno di una bandiera. Hanno bisogno di sicurezza, della possibilità di andare a scuola senza paura».
Insegnanti e anziani di Nizza: punti di vista diversi
L’insegnante Liz (nome modificato) è scettica: «Tutto il weekend non si è parlato d’altro nelle chat scolastiche, come se non ci fossero questioni più importanti prima dell’inizio dell’anno». Ricorda che lo studio dei simboli della Repubblica è già inserito nel programma della scuola primaria: in CP i bambini si avvicinano alla bandiera e alla Marsigliese, in CE2 ascoltano l’inno e imparano le parole. «In altri paesi alzano la bandiera e questo non sorprende nessuno», aggiunge.
Il parere della 93enne Marie-Louise è nettamente opposto: lei ricorda che durante l’occupazione e il regime di Vichy a scuola ogni mattina si eseguiva la Marsigliese, e non vuole che i suoi pronipoti vivano qualcosa di simile. «Non avrei pensato che nel 2026 sarebbero stati costretti a rivivere questo sgradevole ricordo», dice.
Contesto politico e posizione del sindaco
Il ministro dell’Istruzione Édouard Jeffre ha già respinto la proposta del sindaco, definendola inopportuna. In risposta Ciotti ha accusato il governo di «un nuovo orientamento di sinistra». A Nizza, dove la questione dell’identità nazionale tradizionalmente suscita dibattito, l’iniziativa del sindaco, a giudicare dalla reazione dei genitori, per ora non trova un ampio sostegno.
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