Anni folli sulla Riviera: Zelda Fitzgerald e la garçonne
Negli anni Venti la Costa Azzurra si trasformò da località invernale in una scena estiva per la bohème americana, e Zelda Fitzgerald divenne il volto della nuova donna — dai capelli corti, indipendente e che non chiedeva permesso. Vediamo da dove è nato il tipo della garçonne, quale ruolo ebbe la costa e quanto costò questa libertà alla stessa Zelda.
🏖 Come gli americani scoprirono la Riviera estiva
Prima della Prima Guerra Mondiale la Riviera era una località invernale: l’aristocrazia europea veniva qui per sfuggire al freddo del nord, e a giugno la costa si svuotava — si riteneva che d’estate al sud fosse insopportabile. L’abitudine fu rotta dagli americani. La facoltosa coppia Gerald e Sara Murphy, stabilitasi sul promontorio di Antibes, iniziò a trascorrervi proprio l’estate e convinse l’albergo locale a non chiudere durante il caldo. Intorno ai Murphy si raccolse un circolo che comprendeva Pablo Picasso, Cole Porter, John Dos Passos e i Fitzgerald. Fu così che sulla costa si formò quella stessa stagione che oggi sembra eterna.
🏡 Villa sopra Saint-Raphaël e l’estate a Juan-les-Pins
Francis Scott Fitzgerald e Zelda arrivarono sulla costa nel 1924 e presero in affitto la villa «Marie» a Valescure sopra Saint-Raphaël — lì Scott completava «Il grande Gatsby». Più tardi la coppia si trasferì a Juan-les-Pins, in una casa che dal 1929 è diventata l’hotel Belles Rives: un edificio in stile art déco, un bar intitolato allo scrittore e una vista sulla baia. La Riviera di quegli anni Fitzgerald la rielaborerà poi nel romanzo «Tenera è la notte» (1934), dedicato ai Murphy.
👗 Da dove venne la garçonne
La parola «garçonne» non venne dalla moda, ma dalla letteratura. Nel 1922 il francese Victor Margueritte pubblicò il romanzo «La Garçonne» — su una donna che decide da sé come vivere, lavorare e amare. Lo scandalo fu tale che l’autore fu privato della Legion d’onore, e la parola entrò nella lingua diventando il nome di un tipo: taglio corto «bob», abito senza corsetto e vita marcata, sigaretta, conversazione alla pari.
Zelda non inventò questo tipo — lo incarnò, e lo fece in modo più convincente di molti. La versione americana si chiamava flapper, e al cinema la incarnò Clara Bow, la «It girl». La differenza tra l’eroina del romanzo e la persona reale è che il romanzo finisce, mentre la vita continua.
💃 Cosa c’era dietro la facciata
La libertà di Zelda era vera, ma costosa. L’estate del 1924 a Saint-Raphaël si concluse con il suo amore per il pilota francese Édouard Jozan — un episodio che poi riemerse in varie forme nella prosa di entrambi i coniugi. Le ambizioni di Zelda — letterarie, di danza, pittoriche — rimasero quasi sempre all’ombra del successo del marito: i suoi materiali vennero pubblicati sotto il suo nome o sotto entrambi i nomi insieme, e si dedicò al balletto troppo tardi e con troppa ferocia.
Zelda scrisse il suo romanzo «Salvami il valzer» nel 1932, in poche settimane, mentre si trovava in una clinica. Scott andò su tutte le furie: era convinto che la moglie avesse smontato pezzo per pezzo lo stesso materiale da cui lui stava costruendo «Tenera è la notte».
📚 Come la si legge oggi
A un secolo di distanza si è smesso di considerare Zelda un’appendice del marito. Lo scrittore francese Gilles Leroy l’ha resa protagonista del romanzo «Alabama Song», vincitore del Prix Goncourt 2007 — il libro è scritto in prima persona e contesta l’immagine della «moglie del genio». Più o meno la stessa cosa stanno facendo gli studiosi: «Salvami il valzer» viene ristampato, le lettere pubblicate, e i dipinti di Zelda esposti come pittura autonoma e non come curiosità biografica.
🌊 Dove cercare le tracce dell’epoca sulla costa
Le scenografie di quegli anni non sono scomparse. Il promontorio di Antibes e Juan-les-Pins hanno conservato ville e hotel dell’epoca tra le due guerre, e i documenti dell’epoca sono negli archivi comunali — abbiamo raccontato come li hanno salvati nel pezzo «Archivi di Antibes». La vicina Cap-Ferrat dà un’idea di come vivesse la stessa gente ma di classe superiore. E sul fatto che la costa oggi continui a vivere di letteratura, c’è il testo sul debutto letterario di Mentone.
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Foto: Agustina Tolosa / Pexels