Il canto dell'argilla e del fuoco: Alberghina a Biot

Stoviglie in ceramica dipinte a mano con motivi tradizionali

Al Museo di Biot è stata inaugurata una mostra unica del ceramista Marc Alberghina, dedicata alla cicala — simbolo della Provenza. L’artista ha realizzato venti opere speciali per il 30° anniversario dell’associazione Amici del Museo di Biot. Le sue cicale non sono solo un omaggio alla tradizione, ma profonde riflessioni sulla vita, il tempo e la fragilità dell’essere, incarnate nell’argilla e nel fuoco. Il progetto «La Cigaloise» è stato inaugurato il 16 maggio e durerà fino al 13 settembre 2026.

🏛 Museo di Biot: dove la storia incontra la contemporaneità

Il Museo di storia e ceramica di Biot, situato nel cuore di questo pittoresco borgo, è da oltre 40 anni un centro della vita culturale della regione. Fondato nel 1981 grazie all’impegno di appassionati locali come Marcel Camatte, Michel e Marcelle Billiodot, custodisce il ricco patrimonio di Biot.

«Il nostro museo è un ponte tra passato e presente», — dice Catherine Sens-Meyer, attuale presidente dell’associazione Amici del Museo.

Curiosità: la mostra di Marc Alberghina resterà aperta fino al 13 settembre 2026, diventando il culmine della stagione celebrativa del museo. A pochi passi c’è anche il rinnovato centro culturale di Biot — un’altra sede per l’arte che la cittadina ha acquisito dopo la ristrutturazione.

🦗 La cicala come simbolo filosofico: trasformazione sotto le mani che modellano l’argilla

Per Alberghina la cicala non è semplicemente un insetto, ma un profondo simbolo della natura ciclica della vita. L’artista traccia un parallelo tra la vita della cicala, che trascorre anni sotto terra per poi apparire brevemente alla luce, e l’esistenza umana.

Opere principali della serie «La Cigaloise»:

  • Piatti decorativi con cicale in rilievo
  • Vasi scultorei a forma di cicala
  • Installazioni che uniscono diversi elementi ceramici

🔥 Alchimia della cottura: come nasce un capolavoro ceramico

Alberghina utilizza un’unica tecnica di cottura a strati multipli — da 3 a 8 cicli a una temperatura di 1060–1080 gradi. Questo gli permette di creare complessi effetti cromatici, diventati il suo marchio di fabbrica.

«L’argilla è un materiale vivo», — spiega l’artista. — «Ogni cottura è come una nuova tappa della vita, quando l’opera o raggiunge la perfezione, o si disfa».

Dettaglio tecnico: per il controllo della temperatura il maestro usa speciali coni pirometrici, che “si sciolgono” al raggiungimento della temperatura desiderata.

🖼 Pezzo principale: retablo ceramico con una cicala

Al centro della mostra si trova un’opera monumentale, che l’autore stesso definisce un «ex-voto» — un’offerta al santo protettore dei vasai. È una composizione complessa, che include elementi dell’architettura ecclesiastica di Vallauris e immagini simboliche di cicale.

Ciò che colpisce particolarmente:

  • L’uso di smalti ossidici per creare l’effetto fiamma
  • La fusione di tecniche tradizionali e moderne
  • La profondità filosofica della narrazione visiva

🌿 Biot e Vallauris: dialogo creativo attraverso i secoli

La mostra non solo presenta opere d’arte, ma sottolinea anche il profondo legame tra due centri di maestria ceramica — Biot e Vallauris. È proprio a Vallauris che Pablo Picasso iniziò il suo cammino, ispirando intere generazioni di artisti.

«Per me questa mostra è un ritorno alle origini», — ammette Alberghina. — «Vallauris mi ha dato le ali, e Biot il terreno sotto i piedi».

Consiglio per i visitatori: dopo la mostra, fate una passeggiata per il vecchio Biot — le sue viuzze conservano l’atmosfera di un autentico borgo provenzale, e la ceramica rimane parte di una grande tradizione di arti e profumi della Provenza.

🕰 Orari e informazioni pratiche

La mostra è aperta fino al 13 settembre 2026 con i seguenti orari:

  • Mercoledì — domenica: dalle 11:00 alle 18:00
  • Lunedì e martedì: chiuso

Prezzi dei biglietti:

  • Intero: 4 €
  • Ridotto: 2 €

Indirizzo del museo: 9 rue Saint-Sébastien, Biot. Dettagli aggiornati — sulla pagina della mostra sul sito del comune e sul sito del museo.

Se dopo Biot vi resta una serata libera, date un’occhiata a cosa fare le sere d’estate sulla Costa Azzurra.

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Foto: Tahir Xəlfəquliyev / Pexels