La Francia colpisce la moda ultraveloce: i parlamentari hanno approvato una storica legge contro Shein e Temu

OIP 2329430477

Dopo più di due anni di battaglie parlamentari tese e numerosi confronti con Bruxelles, i deputati e senatori francesi hanno finalmente raggiunto un compromesso su una controversa proposta di legge volta a contrastare il fenomeno della “moda ultraveloce” (ultra-fast fashion). I giganti asiatici Shein e Temu sono diventati simboli di questo fenomeno, inondando il mercato europeo con abbigliamento economico e di scarsa qualità. L’accordo è stato raggiunto la sera del 17 giugno durante i lavori di una commissione conciliativa congiunta (CMP), composta da sette rappresentanti di ciascuna camera del parlamento.

📜 Cosa si intende per “moda ultraveloce” e chi sarà coinvolto dalla legge?

Per evitare di colpire i produttori europei, i parlamentari hanno introdotto una precisa definizione giuridica di “moda ultraveloce”. Essa si basa su due criteri obbligatori:

  1. Ampia gamma di prodotti - enormi quantità di abbigliamento, nuovi modelli lanciati sul mercato quotidianamente (Shein presenta migliaia di nuovi modelli al giorno).
  2. Bassa riparabilità - un coefficiente che indica quanto il costo della riparazione di un capo sia sproporzionato rispetto al suo prezzo, rendendo la riparazione economicamente insensata. Questa definizione consente di indirizzare l’azione solo contro le principali piattaforme online asiatiche, senza coinvolgere marchi francesi ed europei come Zara, Kiabi, H&M o Decathlon. Il Ministro del Commercio, Serge Papin, ha dichiarato esplicitamente: “Non vogliamo spararci sui piedi, questa legge non è per punire gli imprenditori francesi”.

💰 Sanzione finanziaria (malus): fino al 50% del prezzo e 10 euro per capo

Lo strumento principale della legge è una penalità ecologica progressiva (malus) che sarà applicata su ogni prodotto della categoria di moda ultraveloce. Il meccanismo è il seguente:

  • La penalità aumenterà progressivamente, raggiungendo il suo massimo entro il 2030.
  • Il tetto della sanzione è del 50% del prezzo del prodotto al netto delle tasse, ma non più di 10 euro per singolo capo. Il Ministro del Commercio ha precisato che inizialmente la sanzione varierà da 20 centesimi a 6 euro per capo, e per Shein il totale annuo delle multe potrebbe ammontare a circa 100 milioni di euro. Tuttavia, le dimensioni finali e i dettagli della determinazione delle sanzioni saranno definiti successivamente con decreti governativi. È importante notare che l’imposta sulle piccole spedizioni, precedentemente discussa, è stata esclusa da questa proposta di legge ed è stata inclusa in una legge finanziaria separata, entrata in vigore già nel marzo 2026.

🚫 Divieto totale della pubblicità, inclusi gli influencer

Il secondo punto chiave è il divieto totale di qualsiasi pubblicità dei prodotti di moda ultraveloce. Sotto divieto rientrano non solo le campagne pubblicitarie tradizionali, ma anche la promozione tramite blogger e influencer, che sono diventati uno dei principali driver delle vendite di queste piattaforme. Questo punto era fondamentale per l’Assemblea Nazionale, anche se il Senato originariamente lo guardava con scetticismo.

🌍 Ecologia, economia e contesto politico

L’iniziativa persegue diversi obiettivi contemporaneamente. Innanzitutto, c’è l’agenda ecologica: ridurre i rifiuti tessili e l’impronta di carbonio della produzione di massa. In secondo luogo, vi è la protezione del produttore nazionale: secondo le stime della Federazione del prêt-à-porter femminile francese, a causa dell’espansione di Shein e Temu negli ultimi tre anni, circa 20.000 posti di lavoro nel settore tessile sono stati persi in Francia, e entro il 2030 potrebbero essere a rischio tra 50.000 e 80.000 occupati nel settore tessile.

Il Presidente della Federazione, Yann Rivallan, ha definito l’accordo raggiunto una “vittoria storica”, ma ha riconosciuto che, nella corsa alle piattaforme asiatiche, la legge ha trascurato la protezione del “made in France”. “Non possiamo confrontare Zara e Shein, ma dobbiamo continuare a combattere affinché il lobbismo di Shein non possa sabotare il sistema”, ha avvertito.

🗳 Prossimi passi e data di entrata in vigore

La votazione finale sulla proposta di legge è prevista per la fine di giugno: il 24 giugno il testo sarà esaminato dall’Assemblea Nazionale, mentre il 29 giugno dal Senato. L’autrice della proposta di legge, la deputata Anne-Cécile Voilland, ha dichiarato che la legge potrebbe entrare in vigore già dal 1 settembre 2026. In questo modo, la Francia diventa uno dei pionieri mondiali nel regolamentare il fenomeno della moda estremamente economica ed ecologicamente dannosa.