Polvere dal Sahara sulla Costa Azzurra: è pericolosa per la salute?

Панорама Канн на закате с драматичным оранжевым небом

I residenti della Costa Azzurra osservano di nuovo un cielo arancione e un sottile strato di polvere sulle auto. Sui social si diffondono messaggi allarmanti sulla radioattività di questi depositi. Facciamo chiarezza su quanto siano pericolose le piogge di sabbia e quali misure precauzionali conviene adottare.

Natura del fenomeno: da dove proviene la polvere sabbiosa

Ogni primavera e all’inizio dell’estate masse d’aria cariche di minuscole particelle di sabbia desertica attraversano il Mediterraneo. Questo fenomeno naturale, noto come calima, si verifica quando forti venti nel Nord Africa sollevano nell’atmosfera milioni di tonnellate di sabbia e polvere. Queste particelle vengono poi trasportate per migliaia di chilometri e si depositano sulla costa europea.

Negli ultimi giorni i residenti delle Alpi Marittime hanno assistito a un episodio particolarmente intenso: il cielo ha assunto una tonalità ocracea-marrone e sulle auto e sulle terrazze si è depositato un sottile strato di polvere rossastra. La prefettura della regione Provenza — Alpi — Costa Azzurra ha segnalato un episodio di inquinamento da particelle PM10 che ha interessato tutta la costa, incluso un dipartimento che di solito soffre meno di questi episodi rispetto ai vicini (ICI). Un’ondata simile di aria inquinata aveva già colpito il sud della Francia a giugno — allora le autorità avevano anch’esse dichiarato un livello di allerta aumentato («Un’ondata di aria inquinata ha colpito le regioni meridionali della Francia»).

Sfatiamo il mito della radioattività

Sui social si diffonde l’informazione che la polvere sahariana sarebbe radioattiva a causa dei test nucleari francesi nel Sahara all’inizio degli anni Sessanta. Gli scienziati lo smentiscono: la composizione isotopica della polvere non corrisponde alle tracce delle esplosioni francesi, ma è coerente con le ricadute atmosferiche globali dovute ai test dell’URSS e degli USA negli anni 1950–1960, che in quegli anni contaminarono i suoli in tutto il mondo (The Conversation).

Gli esperti dell’Autorità per la sicurezza nucleare e radiologica francese (ASNR) misurano regolarmente i livelli di radioattività in questi episodi. Secondo i loro dati, la concentrazione mediana di cesio-137 nella polvere depositata è di circa 14 becquerel per chilogrammo, rispetto al limite consentito per gli alimenti nell’UE di 1000 Bq/kg. La dose calcolata dall’inalazione di tali particelle risulta essere circa 100 milioni di volte inferiore al livello consentito dalle norme UE (ASNR) — cioè la minaccia radiologica della polvere sahariana è trascurabile.

Pericolo reale: rischi per le vie respiratorie

La minaccia principale delle tempeste di sabbia non è la radioattività, ma l’impatto sul sistema respiratorio. L’Organizzazione mondiale della sanità classifica questi episodi come potenzialmente pericolosi per la salute, in particolare per le persone con malattie croniche (Allo Docteurs).

  • Le particelle più fini della polvere (PM10 e PM2,5) possono penetrare in profondità nei polmoni
  • Possono provocare irritazione delle mucose e della gola
  • Nelle persone con asma o BPCO sono possibili esacerbazioni dei sintomi
  • La polvere può trasportare spore fungine, pollini e altre particelle biologiche che aggravano le reazioni allergiche

Impatto sui gruppi vulnerabili

A maggior rischio sono le persone con fragilità: anziani, bambini, donne in gravidanza e pazienti con malattie cardiovascolari e polmonari croniche. Secondo l’Associazione per lo studio dell’inquinamento dell’aria (APPA), durante questi episodi aumenta il numero di visite mediche per tosse, irritazione alla gola e difficoltà respiratorie — soprattutto tra chi soffre di malattie respiratorie croniche (APPA).

Raccomandazioni pratiche

Per ridurre l’esposizione alle particelle di polvere conviene seguire alcune semplici regole. Durante il periodo di deposizione attiva della polvere è meglio limitare il tempo trascorso all’aperto, specialmente al mattino.

Alle persone dei gruppi a rischio si consiglia di usare mascherine protettive: FFP1 o FFP2 trattengono le particelle di dimensioni maggiori, pericolose per i bronchi. È inoltre raccomandato tenere le finestre chiuse e, se possibile, utilizzare purificatori d’aria negli ambienti chiusi. I cambiamenti climatici sulla costa rendono questi episodi più evidenti anno dopo anno — maggiori dettagli nell’articolo «Il clima della Costa Azzurra nel 2050».

Previsioni: quando finirà il periodo di polvere

Secondo i meteorologi, l’episodio di polvere sahariana sulla Costa Azzurra durerà poco: il vento occidentale dovrebbe disperdere l’inquinamento e impedire l’arrivo di nuove nubi dal Nord Africa, e i temporali con rovesci (localmente fino a 15 mm di pioggia tra Antibes e Mentone) contribuiranno a lavare via la polvere dalle superfici.

Gli esperti sottolineano che, nonostante i disagi temporanei, la polvere sahariana è un fenomeno naturale che non rappresenta una minaccia seria per la salute della maggior parte delle persone. Tuttavia, osservare le misure di precauzione di base aiuta a ridurre i rischi potenziali per l’organismo.

— — —

Foto: Zhanna Alimkulova / Pexels