Tela di Fer e torciere dell'Opera: Nizza protegge

Interno di una biblioteca storica: scaffalature su più livelli sotto un soffitto a volta

Il consiglio comunale di Nizza ha sostenuto all’unanimità la richiesta di iscrizione nel registro dei monumenti storici francesi di due beni: la grande tela di Édouard Fer nella biblioteca Romain-Gary e una coppia di torciere in bronzo dell’Opera di Nizza. Entrambi si trovano al loro posto da più di un secolo e ora attendono il restauro.

🏛 Che cosa la città vuole proteggere

Lo status di monumento storico non è solo un riconoscimento del valore, ma anche l’accesso al cofinanziamento statale dei lavori di restauro. La richiesta riguarda due oggetti:

  • la tela di Édouard Fer «Nizza, ispiratrice delle lettere e delle arti» (1923–1925);
  • una coppia di torciere in bronzo dell’Opera di Nizza (1885).

La decisione del consiglio è solo il primo passo. La richiesta passa ora alla Direzione regionale degli affari culturali (DRAC), e ciò richiede diversi mesi. In caso di esito positivo, entrambi gli oggetti potranno accedere ai finanziamenti statali per il restauro.

🎨 Una tela, non un affresco

L’opera di Fer viene spesso chiamata pittura murale, ma si tratta di una grande tela: 5 × 2,80 metri, circa quattordici metri quadrati. L’artista la dipinse tra il 1923 e il 1925 su commissione della città, appositamente per l’apertura della biblioteca di boulevard Dubouchage l’8 aprile 1925. Da allora il dipinto è appeso nella grande sala di lettura, esattamente dove era stato pensato.

Il soggetto è un’allegoria della città stessa. Tre figure femminili — una fioraia, una rammendatrice e una pastorella — rappresentano il giardino, il mare e le montagne di Nizza; sullo sfondo, nella luce del mattino, si distinguono le creste fiorite di La Lanterne, Saint-Antoine-de-Ginestière e Saint-Pierre-de-Féric, e il Baou de Saint-Jeannet. L’opera è descritta nel catalogo delle biblioteche di Nizza.

La biblioteca fu intitolata a Romain Gary solo nel 2005; prima era semplicemente la biblioteca Dubouchage.

💡 Torciere sopravvissute a un incendio

L’Opera di Nizza ha una storia difficile. Il 23 marzo 1881 il vecchio teatro andò a fuoco durante una rappresentazione della «Lucia di Lammermoor»: morirono circa duecento persone, e nel cimitero del Castello fu eretta una piramide in memoria delle vittime. L’edificio attuale fu inaugurato il 7 febbraio 1885 con l’«Aida» di Verdi, e le torciere in bronzo risalgono a quel primo arredo.

In centoquarant’anni gli interni dell’Opera sono stati rimaneggiati più volte, e le torciere restano quasi gli unici elementi intatti della decorazione originale.

🔍 Perché le torciere seguono una procedura separata

L’edificio dell’Opera è già tutelato: è classificato come monumento storico dal 31 marzo 1992. Ma la tutela dell’edificio non si estende automaticamente agli oggetti che contiene: per questi esiste una procedura distinta, la classificazione come oggetto. Proprio per questo la città ha avuto bisogno di una decisione separata del consiglio, benché l’Opera sia nel registro da oltre trent’anni.

⏳ Che cosa significa per la città

Nizza sta consolidando metodicamente il suo strato culturale: il centro culturale di Biot ha riaperto dopo la ristrutturazione, e nell’estate del 2026 la città ospita una mostra sull’eredità delle Olimpiadi del 2024. La richiesta per la tela e le torciere segue la stessa logica: prima lo status, poi i fondi per il restauro, e solo allora la certezza che questi oggetti attraverseranno un altro secolo.

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Foto: Leslie del Moral / Pexels