Tomer Sisley: «La Cible» su TF1 e i suoi anni ad Antibes
L’attore Tomer Sisley è tornato sugli schermi con il thriller in sei episodi «La Cible», la cui prima è andata in onda il 7 settembre su TF1. Il suo personaggio è una guardia del corpo che la polizia sospetta di aver rapito la propria famiglia. E Sisley è cresciuto sulla Costa Azzurra: è arrivato ad Antibes a nove anni e definisce quegli anni i migliori della sua vita.
Da «GIGN» a «La Cible»
L’estate e l’autunno 2026 sono stati intensi per Sisley. A luglio su Netflix è uscito «GIGN» — il mini-serial di Julien Leclercq, in cui l’attore interpreta il comandante di un gruppo dell’unità speciale della gendarmeria francese; con i membri reali del GIGN, ha ammesso, è amico da oltre quindici anni e si è allenato più volte con loro (intervista a franceinfo).
A distanza di un mese e mezzo — «La Cible» su TF1: sei episodi da 52 minuti, due episodi il lunedì 7, 14 e 21 settembre, alle 21:10. La serie è disponibile anche gratuitamente sulla piattaforma TF1+. La storia è stata ideata da Debora Adjedj-Jarmon e Laurent Vachot, e la regia è di Ivan Fedveresh.
Trama: 48 ore per ritrovare i suoi
Hugo Meyer è una guardia del corpo che sta attraversando un difficile divorzio. Il giorno del compleanno del figlio, la sua ex moglie e i due bambini vengono rapiti. La polizia arriva rapidamente a Hugo: troppe coincidenze, una versione troppo comoda. Quando stanno per arrestarlo, lui fugge — e da quel momento ha meno di due giorni per trovare la sua famiglia, sfuggendo agli inseguitori e scoprendo a poco a poco che la sua ex moglie aveva dei segreti.
Non è la storia di un supereroe: il protagonista sbaglia, arriva in ritardo e per quasi tutto il tempo si ritrova un passo indietro. La critica ha accolto bene la serie — AlloCiné definisce «La Cible» la principale première francese di questa stagione e elogia la cinematograficità della messa in scena.
Inseguimenti, moto e il salto dal Pont Neuf
Le riprese non sono state fatte sulla Riviera, ma a Tolosa e in Occitania. I quai della Garonna, la place du Capitole, il Pont Neuf — su questi si è concentrata la maggior parte delle scene con stunt: inseguimenti in moto, risse, salti. È proprio il salto dal Pont Neuf di Tolosa ad aprire il primo episodio.
L’attore ha eseguito gran parte degli stunt da solo, e questo è costato alla produzione due settimane: durante il salto da un’altezza di venti metri Sisley si è infortunato e le riprese sono dovute essere sospese. Sulla parte girata a Tolosa ha raccontato in dettaglio Occitanie Films.
Fauve Hautot e Laëtitia Eïdo: partner sul set
La ex moglie del protagonista è interpretata da Fauve Hautot — ballerina e volto di «Danse avec les stars», per la quale non è il primo ruolo drammatico: prima di «La Cible» aveva recitato in «Rien ne t’efface». Sisley parla della sua partner con rispetto evidente: il suo coinvolgimento, dice, deriva dalla disciplina della danza, e lavorare con qualcuno così impegnato è ««tutto ciò che amo»» (Puremédias).
Nel cast figurano anche Laëtitia Eïdo nel ruolo dell’amica di famiglia Isabelle Lanni, Thierry Frémont, Kenza Saïb-Couton, e i figli del protagonista sono interpretati da Lou Martinez e Pablo de Angelis.
Costa Azzurra: Antibes, Gourdon e l’orizzonte che non c’è a Parigi
Sisley è legato al sud della Francia fin dall’infanzia. È arrivato ad Antibes a nove anni, e parla di quel periodo senza riserve: sono stati i migliori anni della sua vita, e la vita lì è «magica». A Gourdon ha imparato a volare in deltaplano, nel Mar Mediterraneo a fare immersioni con la bombola e a navigare a vela su tavola, e d’inverno andava a sciare con gli amici (ICI Azur).
La cosa principale per cui apprezza la costa è la sensazione di spazio. «Qui c’è qualcosa che non trovo a Parigi», dice l’attore: un orizzonte aperto in cui si può guardare e quasi respirare con gli occhi, mentre nella capitale lo sguardo si scontra continuamente con gli edifici.
Questo attaccamento all’acqua, alla terra e al cielo aperto spiega molto anche nelle scelte dei ruoli: il lavoro fisico, gli stunt, lo sport — non un’aggiunta alla professione, ma la sua prosecuzione. Padre di tre figli, in «La Cible» interpreta prima di tutto un genitore, non un eroe d’azione.
Vale la pena vederlo
«La Cible» è un dramma familiare incastonato nell’action, e si regge non sugli scontri a fuoco ma su una domanda semplice: fino a dove è disposto ad arrivare una persona per i suoi cari. In breve, la serie merita una serata per:
- trama tesa con tempi ristretti e colpi di scena inaspettati;
- l’interpretazione misurata di Sisley nel ruolo di un uomo al limite;
- stunt e inseguimenti filmati in modo cinematografico, non televisivo;
- il sud della Francia ripreso vividamente — anche se questa volta non è la Costa Azzurra.
Gli episodi rimanenti vanno in onda il 14 e il 21 settembre su TF1 e su TF1+. Su un altro attore, da lungo tempo legato ad Antibes, abbiamo scritto nel pezzo su Jean Reno e il suo monospettacolo, e su come le troupe si ambientano sulla Riviera — nell’articolo sugli attori di «Emily in Paris» a Nizza.
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Foto: Vincent Santamaria / Pexels