Polvere del Sahara: allerta nelle Alpi Marittime e nel Var
La prefettura della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra il 28 agosto ha annunciato l’attivazione di una procedura di informazione e raccomandazione nei dipartimenti delle Alpi Marittime e del Var a causa del superamento dei valori soglia di concentrazione delle particelle fini PM10, dovuto al trasporto di polveri desertiche dal Nord Africa.
Cause e situazione attuale
Venerdì 28 agosto la prefettura regionale della Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha ufficialmente attivato la procedura di informazione e raccomandazione per i dipartimenti delle Alpi Marittime e del Var. Il motivo è stato un significativo aumento della concentrazione nell’aria di particelle sospese PM10, dovuto al trasporto atmosferico di polvere sabbiosa dal deserto del Sahara.
Le osservazioni satellitari e i dati delle stazioni meteorologiche confermano che la nube di polvere, sollevata da venti forti nel Nord Africa, ha raggiunto il sud della Francia, creando condizioni per un peggioramento temporaneo ma significativo della qualità dell’aria. Le concentrazioni di PM10 hanno superato le soglie normative, il che richiede particolare attenzione da parte della popolazione. I dati aggiornati sull’episodio sono pubblicati dal servizio di monitoraggio della qualità dell’aria AtmoSud.
Raccomandazioni per la popolazione
Le autorità invitano residenti e visitatori della regione, in particolare le persone appartenenti a gruppi sensibili, a osservare misure precauzionali: durante questi fenomeni, soprattutto in presenza di malattie respiratorie o cardiache, si raccomanda alle persone vulnerabili o sensibili alla qualità dell’aria di evitare sforzi fisici intensi.
Inoltre, gli esperti consigliano di ridurre al minimo la permanenza nelle vicinanze di strade molto trafficate nelle ore di punta, quando la concentrazione di gas di scarico è particolarmente elevata. Le persone con malattie croniche polmonari o cardiovascolari dovrebbero limitare temporaneamente il tempo trascorso all’aperto e, se necessario, consultare un medico.
Evoluzione prevista
Secondo le previsioni meteorologiche, il picco di inquinamento causato dalla polvere del Sahara è atteso nelle prossime ore, dopo di che la concentrazione delle particelle dovrebbe diminuire progressivamente. I tempi esatti di normalizzazione dipendono dalla direzione e dall’intensità dei venti, che continuano a favorire il trasporto delle masse di polvere.
I servizi locali di monitoraggio della qualità dell’aria (AtmoSud) continuano a seguire la situazione in tempo reale e a pubblicare dati aggiornati sulle loro risorse. In caso di ulteriore peggioramento della situazione, la prefettura potrebbe inasprire le misure, fino all’introduzione di restrizioni alla circolazione dei veicoli nelle grandi città dell’agglomerato della Costa Azzurra.
Contesto del fenomeno
Episodi di polvere sahariana di questo tipo non sono rari per il sud della Francia: una procedura simile è stata attivata nella regione il 16 luglio e, in precedenza, alla fine di maggio. A giugno la regione aveva già vissuto un’ondata di aria inquinata, quando le prefetture avevano anch’esse dichiarato un aumento del livello di allerta. Gli esperti collegano l’aumento della frequenza di tali episodi ai cambiamenti climatici e all’aggravarsi delle siccità nelle regioni desertiche — maggiori dettagli a riguardo nel pezzo su come sarà il clima della Costa Azzurra entro il 2050.
Gli esperti ricordano che anche dopo la fine dell’episodio di inquinamento le particelle di polvere depositate sulle superfici esterne possono sollevarsi di nuovo nell’aria a causa del vento o del passaggio dei veicoli. Per questo si raccomanda di effettuare regolarmente pulizie umide di balconi e davanzali, e di non spazzare via la polvere a secco, per non contribuire a un nuovo inquinamento atmosferico.
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Foto: Andrew Taylor / Pexels