Caravelle Ajaccio–Nizza: la giustizia recupererà il relitto

Un relitto incrostato adagiato sul fondale sabbioso nell’acqua blu profonda

L’11 settembre 1968 la «Caravelle» di Air France, in volo da Ajaccio a Nizza, precipitò nel Mar Mediterraneo davanti al Cap d’Antibes. Persero la vita tutte le 95 persone a bordo. A 58 anni di distanza le autorità giudiziarie di Nizza hanno deciso di recuperare dal fondale i principali relitti dell’aeromobile, inclusi entrambi i motori: da essi dipende la risposta alla domanda su cosa sia accaduto al volo 1611.

Decisione di settembre 2026

Il 7 settembre 2026 è emerso che l’operazione di recupero dei relitti è ritenuta realizzabile. Il procuratore della Repubblica di Nizza Damien Martinelli e la giudice istruttore del caso hanno confermato ai rappresentanti delle famiglie delle vittime la prospettiva di nuovi lavori subacquei. Si tratta soprattutto di due motori — sono al centro dell’inchiesta. Ne hanno dato notizia Nice Mag e la rivista giuridica Petites Affiches. Non sono ancora stati indicati né i tempi dell’operazione né l’appaltatore: il recupero da oltre due chilometri di profondità richiede tecnologie in possesso di poche aziende al mondo.

Cosa è stato trovato a 2300 metri di profondità

La prima campagna subacquea produttiva si è svolta dall’11 al 13 ottobre 2025. Gli specialisti del CEPHISMER — un reparto della Marina francese con base a Toulon — hanno operato in una zona predefinita di 8 chilometri quadrati davanti al Cap d’Antibes, promontorio noto per le sue ville storiche. Per circa trenta ore un drone sottomarino autonomo di nuova generazione, progettato per immersioni fino a 3000 metri, ha mappato il fondale con un ecoscandaglio tridimensionale.

Risultato: a circa 2300 metri di profondità sono stati identificati numerosi frammenti di fusoliera, elementi della coda e due oggetti ritenuti probabilmente motori. Le scoperte sono state confermate dal procuratore Martinelli all’agenzia AFP, e gli avvocati delle famiglie hanno definito la campagna storica — così l’ha descritta franceinfo. Le ricerche erano state autorizzate dal procuratore di Nizza nell’ottobre 2024 e, nel febbraio 2025, dalla giudice istruttore; i dettagli della campagna sono stati analizzati da France 3 Côte d’Azur.

Perché tutto ruota attorno ai motori

La commissione tecnica ufficiale, nel rapporto del 14 dicembre 1972, indicò come causa un incendio a bordo di origine non accertata, a seguito del quale l’equipaggio perse il controllo. Nel giugno 1973 il caso fu chiuso per insufficienza di elementi costitutivi di reato.

Una seconda versione emerse pubblicamente nel maggio 2011: Michel Lati, ex segretario militare della prefettura marittima di Toulon, dichiarò in televisione che quel giorno un aereo civile era stato abbattuto invece di un bersaglio di esercitazione. Nella zona del Mar Mediterraneo si svolgevano effettivamente esercitazioni militari. Nel marzo 2012 l’inchiesta fu riaperta — con l’accusa di occultamento e soppressione di prove.

Non esistono ancora prove dirette dell’impatto di un missile, e la controversia tra le due versioni si concentra sulle evidenze fisiche. L’esame dei motori recuperati è l’unico modo per verificare la natura dei danni sul metallo e capire da dove sia originata la distruzione: dall’interno della fusoliera o dall’esterno.

Mezzo secolo di lotte delle famiglie

L’Associazione dei familiari delle vittime della «Caravelle» Ajaccio–Nizza (AFVCCAN) è nata nel 1969, pochi mesi dopo il disastro. Per mezzo secolo ha condotto una propria controinchiesta e ha sollecitato ricerche subacquee — soprattutto per stabilire se i motori fossero rimasti sul fondale o fossero stati recuperati durante i dragaggi della fine degli anni Sessanta.

Nell’estate 2026 i parenti si sono rivolti direttamente a Emmanuel Macron, definendo quella lettera un ultimo appello alla verità; le famiglie dovevano essere ricevute all’Eliseo — ne scriveva ICI. La decisione di settembre di recuperare i relitti è stata la continuazione di questa richiesta.

Cerimonia del 9 settembre a Nizza

Mercoledì 9 settembre 2026 Nizza terrà una cerimonia in memoria delle 95 vittime — per il 58° anniversario della tragedia. Alle 10:30 nella chiesa di Sainte-Hélène (avenue de la Californie 142) sarà celebrata una messa; a mezzogiorno si svolgerà una cerimonia civile presso la Stele commemorativa nei Giardini Ferber sulla Promenade des Anglais — rivolta verso il mare, dove è precipitato l’aereo. Parteciperanno autorità selezionate, rappresentanti dei servizi e le famiglie delle vittime; il programma è stato pubblicato dall’agenzia Presse Agence. La data del disastro è l’11 settembre.

L’aereo che cambiò l’aviazione

L’apparecchio precipitato era un Sud Aviation SE 210 Caravelle III immatricolato F-BOHB. La «Caravelle» fu il primo liner a reazione francese per tratte brevi e medie: entrò in servizio commerciale nel 1959, e il suo tratto distintivo erano i motori collocati nella parte di coda, per questo la cabina risultava notevolmente più silenziosa rispetto ad aeromobili della stessa epoca.

Il volo Ajaccio–Nizza durava circa 45 minuti. Oggi dall’aeroporto di Nizza si vola verso decine di paesi, e da giugno 2027 sarà disponibile anche un volo diretto per Toronto. Il caso del 1968 resta la più vecchia inchiesta aeronautica ancora aperta in Francia e, se il recupero avrà luogo, la risposta sulle cause potrebbe arrivare quasi sessant’anni dopo.

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Foto: 沖縄ダイビングスクール ワールドダイビング / Pexels